La Res publica nasce sotto assedio. Tarquinio il Superbo tenta di riconquistare Roma con l’aiuto dei Veienti, di altri Etruschi e di diversi popoli italici. Pubblicato nel 2022, lungo 2 minuti e sottotitolato, “Vicus Alexandri e Veio” è l’episodio 10 della serie podcast letta da Francesco Ventura e segue gli incerti esordi del nuovo governo.
Lo scontro diretto con Veio procede a fasi alterne, ma altrove Roma comincia ad allargare il proprio orizzonte. Guarda verso la Campania e incontra il sostegno dei coloni greci. Greci e Romani si intendono da tempo in nome dei comuni interessi commerciali, legati ai porti e alla circolazione delle merci.
Una presenza grecofona si trova anche alla Magliana. Al terzo miglio della Via Campana, presso l’attuale chiesina di Santa Passera, sorge il porto fluviale di Vicus Alexandri. Vi abita una comunità originaria di Alessandria d’Egitto, formata da artigiani, portuali e importatori che lavorano lungo una delle porte d’ingresso di Roma.
Il Tevere conserva ancora le tracce dell’insediamento. Durante le secche estive riemergono i cippi d’attracco e una lunghissima banchina, simile a una piccola Atlantide che torna per poco tempo alla luce. Il paesaggio moderno lascia così affiorare la rete cosmopolita che sostiene la giovane Repubblica mentre le guerre continuano.
La svolta arriva nel 396 a.C. Dopo dieci anni di assedio, il dittatore Furio Camillo lancia l’attacco conclusivo contro Veio. La città rivale cade e il bottino è immenso. Roma elimina la potenza che le contendeva il controllo della valle e compie un passo decisivo verso l’espansione nell’Italia centrale. L’euforia, però, dura appena un attimo. Il video si interrompe proprio quando la vittoria sembra aver risolto ogni problema, lasciando intravedere una nuova minaccia. È un finale sospeso: dietro il successo resta una Repubblica fragile, costruita grazie alle armi ma anche ai porti, alle comunità straniere e ai commerci che attraversano la Magliana.

