LA STORIA DELLA MAGLIANA. Dalla Preistoria ai nostri giorni (Typimedia 2020)

Published:

“La storia della Magliana” è un long-seller: è uscito nel 2020 e lo trovi anche oggi facilmente in libreria e negli store elettronici di IBS, Feltrinelli, Mondadori e Amazon.

Il volume (Typimedia editore, collana “CommunityBook”, 240 pagine in brossura con fotografie in bianco e nero, ISBN 9788836260287) ha l’obiettivo dichiarato, sin dalla prefazione di Luigi Carletti, di restituire alla Magliana una profondità storica spesso oscurata dalla cronaca nera.

Il famigerato sodalizio della “Banda della Magliana” è ben presente nel libro, ma ne occupa soltanto gli ultimi due capitoli. L’operazione narrativa alle spalle è più ampia: sottrarre il quartiere dalla sua caricatura di “Bronx di Roma” o “roccaforte dei gangsters”, per raccontare un’altra lunghissima storia, dal Pleistocene ai giorni nostri.

“Cronache dalla palude salina” (cap. 1) ci porta in antiche lagune, dune e grandi erbivori preistorici, per poi incontrare l’uomo della Muratella, i villaggi dell’Età del bronzo, gli Etruschi in cerca di sale, il mito di Acca Larentia e il culto pagano degli Arvali. “Gli dei del Tevere chiedono sangue” conduce dalla via Campana alla Roma imperiale, tra riti, commerci fluviali, ville agricole, persecuzioni anti-cristiane e figure suggestive come Turia, femminista ante-litteram. Con “Miracoli, eretici e papi gaudenti” (cap. 3) e “La vita magnifica di papa Leone” si entra nel Medioevo e nel Rinascimento: torri sul Tevere, nascita del toponimo Fundus Manlianus, santi immaginari come Santa Passera, cardinali, castelli e intrighi tra Borgia, Della Rovere e Medici. “Il diavolo viaggia in treno” racconta la peste del 1656, la Repubblica Romana, la ferrovia e la modernità. “Pionieri del Novecento” segue vignaioli, bersaglieri, imprenditori, fonderie e utopie agrarie del Primo Novecento.

Gli ultimi capitoli accelerano verso il presente. “Sette metri sotto l’argine” (cap. 7) ricostruisce bonifiche idrauliche, raddrizzamento del Tevere, fascismo e nascita della borgata Trullo. “Attacco al quinto caposaldo” affronta l’8 settembre 1943, la difesa del ponte della Magliana, la Resistenza, gli eccidi e infine il dopoguerra. “La banda della Magliana” racconta edilizia selvaggia, lotte per la casa, autunno caldo del 1971, criminalità organizzata e i grandi misteri italiani, come il caso Moro e la sparizione Orlandi. “Fattacci e speranze” chiude il racconto con le storie nere del Canaro, Mafia capitale e pandemia, insieme con poesia civile, solidarietà e futuro. La vera trama del libro è dunque quella di un territorio che cambia continuamente pelle, senza mai perdere la propria memoria e identità composita. Dietro il “mito nero” della Magliana emerge una comunità antica e tenace, capace di sopravvivere alle piene, alle epidemie, alla guerra, alla speculazione e… perfino alla propria leggenda criminale. Per motivi commerciali non posso pubblicare questo testo in repository, ma c’è un’alternativa free: lo trovi in prestito nelle biblioteche di Roma.

Articoli simili

spot_img

Recent articles

spot_img