Un albero altissimo, un tempio demoniaco e un idolo rovesciato dalla tempesta. “Streghe e San Felice” porta la Magliana dell’inizio del VII secolo dentro un racconto che sembra già una scena cinematografica, popolata da guaritrici, pentacoli e presenze infernali. Il paesaggio rurale diventa il teatro di una battaglia fra paura e santità.
Le protagoniste sono le “streghe campestri”, donne che raccolgono erbe officinali e preparano medicine elementari. Quando una cura fallisce, non accade nulla; quando invece il malato guarisce, la guarigione viene attribuita al Demonio. Da qui nascono accuse sempre più terribili: malattie provocate, raccolti distrutti, neonati divorati, voli sulle scope e sortilegi d’amore.
Al II miglio della Via Campana, presso la chiesina di Abbas Kyros, le streghe si riunirebbero intorno all’“Albero del Male”. La “Passio Felicis” lo definisce “excelsissima arbor dœmonibus consecrata”, un albero altissimo consacrato ai diavoli. Accanto sorgerebbero un tempio e l’idolo di un satanasso, davanti ai quali avrebbe luogo il “sabba”.
Il video, pubblicato nel 2022 e lungo circa 3 minuti, è l’episodio n. 32 della serie podcast letta da Francesco Ventura. Una “Clavis” medievale descrive la geometria dei rituali: i demoni non possono uscire dai pentacoli e non possono entrare nei cerchi magici, dove le streghe restano al riparo mentre pronunciano le loro formule.
Quando gli emissari del Maligno si materializzano, parole e comandi dovrebbero piegarli alla volontà delle guaritrici. Ma i raduni vengono interrotti da un protagonista impossibile: San Felice, morto quattro secoli prima e tuttavia creduto ancora presente, in carne e ossa, dai campagnoli della Magliana. La memoria del santo assume così la forza di una presenza fisica.
Basta un suo sospiro rivolto all’Albero del Male. Si scatenano una tempesta e un terremoto; l’albero viene sradicato, il tempio divelto e l’idolo scaraventato a terra. Il miracolo postumo chiude il racconto con un’immagine assoluta: il paesaggio viene purificato, il sabba disperso e la Magliana dichiarata salva.

