Il Ponte Sublicio non trasporta soltanto eserciti e merci: apre Roma a uomini nuovi, competenze e ambizioni. Pubblicato nel 2022, della durata di 3 minuti e sottotitolato, “Servio Tullio e Fortuna” è l’episodio 9 della serie podcast letta da Francesco Ventura. Il racconto comincia con l’arrivo di una raffinata élite etrusca, capace di inserirsi nella città fino a guidarne lo Stato.
Fra i nuovi proonisti emerge Servio Tullio. Roma prospera e il sovrano attribuisce la propria ascesa alla benevolenza di Fors Fortuna. Per ringraziarla, secondo la tradizione, le dedica ventisei templi. Uno dei maggiori è il Fanum Fortis Fortunae, collocato alla Magliana presso il Tetrastylum e intercettato vicino all’attuale stazione ferroviaria.
Il santuario doveva seguire il gusto etrusco: alto podio, colonne robuste, facciata a timpano e terrecotte dipinte dai colori accesi. Non una rovina grigia, dunque, ma un edificio vivace e visibile da lontano. Il culto della buona sorte prende forma in un punto di passaggio fra Roma, il fiume e la strada verso il mare.
Servio Tullio completa anche il sistema viario. Prolunga la Via Campana oltre il Ponte Sublicio, la raccorda alle nuove mura e apre la monumentale Porta Trigemina. All’estremità opposta, però, il percorso conduce in un paesaggio inquietante, segnato da una faglia idrotermale capace di rendere tossici il suolo e le acque.
Vitruvio descriverà quel luogo come un locus horribilis disseminato di carcasse. Gli scavi del 2001 presso la Nuova Fiera di Roma, al chilometro 17,500 della Portuense, permettono di riconoscere lo scenario: nebbie velenose, gas improvvisi, acque ribollenti e fanghi sulfurei. La campagna assume il volto di una soglia infernale. Da questo paesaggio oscuro il racconto passa a Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma. Il suo governo è associato a sopraffazioni e sacrifici umani, finché la città gli chiude le porte. Nel 509 a.C. la monarchia viene abolita. La Fortuna cambia volto: Roma rifiuta il re e si prepara alla difficile esperienza della Res publica.

