“Gli Arvali” è un inedito di 24 pagine, in cerca di editore.
Il saggio attraversa il tempo semi-leggendario di Numa Pompilio, Tullo Ostilio e Anco Marzio, seguendo i passi dei “Fratres Arvales”, i Fratelli Arvali: primi sacerdoti di Roma e custodi del tempo sacro, della fertilità dei campi e dei ritmi agricoli.
Gli Arvali racconta una Roma nata da poco e ancora fragile ed esposta ai villaggi rivali, stretta tra i confini incerti di boschi e terreni coltivati. In questo mondo, però, il tempo naturale è già trasformato in un calendario, il lavoro agricolo in riti e cerimonie, la guerra in atto regolato dagli dèi e il territorio in uno spazio politico. I Fratres Arvales accompagnano questa trasformazione: dodici sacerdoti dei campi e rinnovano, attraverso il rito, l’alleanza tra la città e la terra-madre.
Il testo nasce nel 2016 come manualetto del Corso di Storia locale Arvalia. Negli anni l’ho rivisto e ampliato, aggiungendo ora (2026) anche 18 illustrazioni AI realizzate con Sol di ChatGPT.
Il racconto incomincia subito dopo la morte di Romolo, quando il secondo re, Numa Pompilio, chiude le porte del tempio di Giano e trasforma la pace in un ordine condiviso. Da qui si sviluppano tre capitoli:
• Cap. 1. Il tempo sacro: la Grande Madre Terra e il pantheon arvalico.
Numa organizza il calendario e assegna ai giorni una funzione religiosa e civile. Il rito della “Inditio” apre l’anno agricolo; semina, “Ambarvalia”, raccolto e maggese scandiscono il ritmo dei campi. Nel Lucus della Magliana si venera la dea Dia, una dea senza volto: il bosco è il suo tempio, gli alberi le sue colonne, il cielo la sua volta. Il rito del “suovetaurilia” purifica la terra e fa del ciclo naturale il fondamento della Civitas.
• Cap. 2. “Enos Lases iuvate”: il confine sacro e i suoi guardiani.
Con Tullo Ostilio Roma distrugge Alba Longa, accoglie le genti albane e costruisce la Curia Hostilia. La guerra resta soggetta al rito e al diritto feziale. Intanto, la preghiera del “Carmen Arvale” invoca gli spiriti dei Lases e dei Semunes, insieme con Marmar, antico Marte protettore dei raccolti. Summanus, Fons, Lupercus, Flora e Silvanus abitano fulmini, sorgenti e frontiere. La necropoli di Malnome esemplifica questa geografia del confine sacro.
• Cap. 3. Re Anco espande Roma: dalle saline al Ponte Sublicio.
Con Anco Marzio Roma esce dai Sette colli. Gianicolo e Silva Moesia aprono la via al mare; Ostia e le saline assicurano il controllo del sale; la Via Campana collega ora Roma stabilmente alla sua costa tirrenica; il Ponte Sublicio stabilizza il passaggio sul Tevere. Strade, approdi e santuari formano un sistema, in cui il fiume Tevere è una arteria politica, economica e sacrale.
Gli Arvali racconta una città che misura il suo tempo, consacra i confini e trasforma i campi, le selve e i fiumi in strumenti di governo. È da qui che Roma comincia a pianificare il proprio futuro.
Qui sotto, nella sezione riservata, trovi l’impaginato, il testo e le illustrazioni.
Continua a leggere gratuitamente.
Materiali riservati agli iscritti
In questa sezione puoi leggere e consultare i materiali completi dell’opera. L’accesso è gratuito ed è riservato agli utenti registrati di Anappo.it.
Leggi l’opera
Consulta l’impaginato completo in PDF oppure leggi il testo direttamente nella pagina.
Impaginato PDF
Versione completa dell’opera, comprensiva di testi, immagini e impaginazione editoriale.
24 pagine – 8,4 MB
Scarica il testo
Scarica la versione in formato RTF, contenente il solo testo dell’opera, privo di immagini e impaginazione.
Solo testo RTF
30 KB
Sfoglia o scarica le illustrazioni
Guarda le immagini dell’opera nella galleria, accompagnate dalle relative didascalie. Seleziona un’immagine per visualizzarla a dimensioni maggiori e scorrere l’intera raccolta.
Scarica le immagini
Scarica in un unico archivio tutte le illustrazioni e le relative didascalie.
Illustrazioni e didascalie ZIP
42 MB
I materiali sono messi a disposizione esclusivamente per la lettura e la consultazione personale. L’opera è inedita e tutti i diritti restano riservati all’autore. Non è consentita la riproduzione, la pubblicazione o la diffusione, anche parziale, senza autorizzazione.

