Nel 1868 Giovanni Battista De Rossi scava alla Magliana e, sotto la terra, ritrova una basilica dimenticata. Affiorano l’abside affrescata, il presbiterio, tre navate e un pavimento coperto di lapidi. “Damaso e la fine dei tempi” comincia da questa scoperta e risale all’anno 382, quando la confisca dei santuari pagani chiude il “lucus” degli Arvali e Papa Damaso vi apre il cantiere di una basilica cimiteriale.
Sotto l’altare compare il nome di Elio Olimpio, ricordato come “benemerenti” e indicato dal racconto come principale finanziatore dell’edificio. Le epigrafi restituiscono poi una piccola folla di vite: Aurelio Eutichio muore a ottantacinque anni; Vincenza smette di contarli dopo gli ottanta; Flavio Verissimo vanta dodici anni di matrimonio senza aver mai contraddetto la moglie Volusia.
C’è anche una morte violenta. Iulio Timoteo, “decepto a latronibus”, cade nell’imboscata di una “banda della Magliana” di sedici secoli fa. Poi una porticina conduce De Rossi nell’“Introitus ad Martyres”: ottocento loculi, la cripta martiriale e un frammento inciso da Furio Dionisio Filocalo rivelano i nomi di Faustino, Simplicio e Viatrice.
Intanto altre reliquie arrivano da lontano. Nel 407 i monaci Grimoaldo e Arnolfo portano alla matrona Teodora le spoglie di Abbas Kyros e Ioannis. La testa di Kyros viene esposta sopra l’altare, mentre le altre ossa raggiungono l’ipogeo di Dike. Nello stesso secolo Felice e Adautto lasciano la Magliana per il cimitero di Commodilla.
Poi arriva il 24 agosto 410. I visigoti di Alarico entrano nell’Urbe e il sacco di Roma viene percepito come l’annuncio della fine dei tempi. In questo clima nasce alle catacombe di Generosa la “Coronatio Martyrum”: Cristo-giudice torna per giudicare vivi e morti, accompagnato dai martiri della Magliana.
I volti conservano l’accuratezza della pittura romana, ma i corpi sono già immobili e ieratici, protesi verso la spiritualità medievale. Pubblicato nel 2022, il video dura 6 minuti ed è l’episodio n. 29 della serie podcast letta da Francesco Ventura: un passaggio dall’archeologia alla paura dell’Apocalisse e dall’arte romana al mondo bizantino.

