Gordiano III e il canto del cigno degli Arvali romani (YouTube 2022)

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Nel Lucus degli Arvali tutto sembra ancora funzionare. Nel 222 viene costruito un “balneum” con quindici sale e sei piscine mosaicate: un ultimo investimento monumentale nel cuore di un culto antichissimo. Ma proprio mentre le terme brillano di marmi e acqua, l’Impero comincia a perdere compattezza. “Gordiano e gli Arvali” sceglie questo contrasto come immagine di un’epoca che conserva la forma della grandezza mentre ne sente già vacillare le fondamenta.

Il video, pubblicato nel 2022, dura circa 2 minuti ed è l’episodio n. 25 della serie podcast letta da Francesco Ventura. Al centro c’è l’Imperatore Gordiano III, detto Gordiano il Pio, che frequenta la Magliana e presiede ancora le celebrazioni della Dea Madre. Sarà l’ultimo Imperatore a ricoprire la carica di “magister” degli Arvali.

Dopo di lui la crisi non è più un incidente passeggero. I militari pretendono sempre di più, le casse pubbliche si svuotano, i funzionari sono corrotti e la forza-lavoro scarseggia. Il sistema economico che aveva sostenuto per secoli ville e campagne si incrina proprio nei suoi meccanismi più ordinari.

Anche nelle aziende agricole il cambiamento è evidente. Gli schiavi diventano rari e vengono sostituiti dai coloni, uomini formalmente liberi che si affidano a un “dominus” in cambio di protezione e di un vitto minimo. La libertà si restringe senza bisogno di catene: il mondo romano entra lentamente in una struttura sociale nuova.

Il racconto propone allora un paragone amaro. I Romani assomigliano agli etruschi di mille anni prima: hanno già vissuto la loro stagione migliore, puntellano il presente e intuiscono che altri popoli stanno per prendere spazio. Li chiamano “bar bar”, quelli che balbettano. Sono i barbari, ancora ai margini della scena ma sempre più vicini.

Quando compare Diocleziano, non arriva come salvatore rassicurante. È un restauratore implacabile, deciso a rimettere ordine in uno Stato che si sta sfaldando. Il podcast si chiude con due sole parole: “Nel sangue”. E proprio quella chiusa prepara il capitolo successivo, nel quale la crisi dell’Impero diventerà persecuzione religiosa.

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