Prima di diventare Papa, Felice è soltanto un prete di campagna. La “Passio Felicis” lo colloca “in prædiolo suo qui est Via Portuense”, nel suo piccolo campo alla Magliana. Da qui “Felice II e l’eresia” costruisce il ritratto di un uomo marginale, trascinato nel centro di una crisi teologica e politica che coinvolge imperatore, vescovi e papato.
Dopo Costantino, Chiesa e Impero diventano alleati. Nascono le grandi basiliche e, sopra le catacombe, le “basiliche cimiteriali”, dove i sepolcri più vicini ai martiri costano di più. Dopo il 337 una di queste sorge anche alla Magliana, sopra il cimitero di Felice, e viene decorata dal pittore Vero. Il nuovo potere cristiano ha ormai edifici, denaro e gerarchie.
Il conflitto esplode intorno ad Ario. La sua dottrina rifiuta il pieno impianto trinitario e trova l’appoggio dell’Imperatore Costanzo II. Il vescovo Attanasio, avversario dell’arianesimo, viene perseguitato e cerca protezione a Roma presso Papa Liberio. Costanzo reagisce deponendo Liberio e cerca un sostituto più docile.
La scelta cade proprio su Felice. L’Imperatore pensa di aver trovato un sempliciotto manovrabile; accade il contrario. Divenuto Papa Felice II, il prete della Magliana protegge Attanasio e si oppone all’eresia ariana. Quando Costanzo richiama Liberio e lo rimette sul trono pontificio, Felice si ritira senza proteste e torna al suo campicello.
Pubblicato nel 2022 e lungo 5 minuti, il video è l’episodio n. 28 della serie podcast letta da Francesco Ventura. La vicenda però non finisce con il ritiro. Felice viene catturato e muore martire; viene sepolto nelle catacombe dell’omonimo Felice, quello ucciso con Adautto. La devozione popolare unisce i due al punto che i Grottoni prendono il nome di “Ad duo Felices”.
La memoria ufficiale sarà meno generosa. Felice II non verrà proclamato santo e finirà fra gli antipapi, segnato dall’ombra di un’elezione considerata illegittima e dal sospetto di eresia. È il paradosso finale: l’uomo che aveva difeso lo Spirito Santo contro gli ariani viene ricordato come un “papa sbagliato”. “Sic transit gloria mundi”: anche la gloria ecclesiastica può cambiare padrone.

