Felice, Adautto e Kyros: martiri della Via Portuense (YouTube 2022)

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Un giovane sconosciuto vede un condannato avviarsi al martirio e decide di raggiungerlo. Non fugge e non chiede pietà: domanda ai soldati di condividere la stessa sorte. Da questo gesto prende forma “Felice e Adautto”, il racconto di un nome nato dopo la morte e di una geografia cristiana che dalla Via Portuense arriva fino ad Alessandria d’Egitto.

Felice è un presbitero romano, condotto al supplizio il 30 agosto 303. Il ragazzo che gli si affianca viene decapitato insieme a lui e rimane senza identità. La Chiesa lo chiamerà Adautto, dal latino “adauctus”, “quello che si è aggiunto”. Felice viene invece proclamato santo dalla “vox populi”, e la cava nella quale è sepolto diventa luogo desiderato di sepoltura.

Nasce così, secondo la tradizione, il “Cœmeterium ad Sanctum Felicem Via Portuense”, identificato con la cava dei Grottoni. L’attribuzione è però discussa. Gli scavi del 1911 trovano numerosi loculi disposti su quattro file, ma nessuna epigrafe capace di pronunciare definitivamente il nome di Felice.

A metà racconto il Mediterraneo si apre e la scena passa ad Alessandria. Κύρος (Kyros) è medico e porta con sé il πανάριον, la borsa con la “panacea”. Ma è soprattutto un “medico delle anime”, esorcista e guaritore. Al suo fianco c’è il giovane soldato Ἰωάννης (Iohannis). Entrambi vengono crocefissi e poi decapitati.

Pubblicato nel 2022 e lungo 5 minuti, il video è l’episodio n. 27 della serie podcast letta da Francesco Ventura. Kyros continua a essere venerato come taumaturgo anche dopo la morte e diventa “Abbas Kyros”, Kyros il grande. Un secolo più tardi le sue reliquie viaggeranno da Alessandria a Vicus Alexandri, ricongiungendo idealmente le due sponde del Mediterraneo.

Martirologi e itinerari conservano infine altri nomi legati alla Portuense-Campana, da Gaudenzia ad Abdon e Sennen. Poi il paesaggio politico cambia: Massenzio concede una breve tregua, finché il 28 ottobre 312 arriva Costantino. Sugli scudi compare la croce di “In hoc signo vinces”. Con la sua vittoria i cristiani escono dalle catacombe e un’epoca si chiude.

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