Si entra da via Portuense 317 e si scende lungo un corridoio. In fondo non c’è più il supermercato aperto giorno e notte, ma una necropoli romana. “Il Drugstore Museum” racconta un luogo nel quale la città dei vivi e quella dei morti hanno condiviso lo stesso spazio, fra scaffali, mosaici, tombe e carrelli della spesa.
Tutto comincia il 14 aprile 1966, durante gli sbancamenti per un nuovo edificio. Le benne intercettano una necropoli quando gran parte del complesso è già perduta. Si salvano un colombario, con file di nicchie per le urne, e un sepolcro familiare scavato nel tufo. I nomi incisi rivelano artigiani, mercanti, barcaioli, scaricatori e pescivendoli legati al porto fluviale.
Nel secondo sepolcro una moneta di Caronte conduce all’anno 196. Una conchiglia in stucco avvolge la nicchia del pater familias; sul pavimento, il mosaico di Ambrosia racconta la violenza di Licurgo. La ninfa, assalita durante la vendemmia, viene trasformata dagli dèi in vite: il sangue diventa vino e l’oblio attenua ciò che non può essere cancellato.
Il video, pubblicato nel 2022, dura circa 7 minuti ed è l’episodio n. 19 della serie podcast letta da Francesco Ventura. Il racconto segue anche la seconda vita del sito: nel 1983 apre un autosalone, poi arriva il drugstore aperto ventiquattr’ore su ventiquattro. Le tombe diventano la quinta spettacolare della quotidianità commerciale.
L’esperimento affascina, ma la convivenza si incrina. Nelle ore notturne lo spazio attira bivacchi e attività poco chiare; il supermercato chiude, riapre e chiude ancora. Intanto, presso il ristorante La Carovana, emergono un altro colombario, l’epigrafe dell’impresario Zithace, un ippocampo dipinto e il mosaico dedicato ad Atilia Romana.
Nel 2011 un muro separa gli ambienti commerciali dalla necropoli. La parte archeologica diventa il Drugstore Museum e dal 2020 offre un allestimento rinnovato: accanto alle tombe compaiono l’uomo della Muratella, i mosaici delle terme e i reperti delle vie Campana e Portuense. Non più fondale per qualcos’altro, ma museo del territorio e della sua memoria stratificata.

