ARVALIA GUIDA TURISTICA: 24 soste lungo la “Francigena del Mare” (Comune di Roma 2016)

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“Arvalia Guida turistica” è una guida istituzionale illustrata, curata da Antonello Anappo per il Municipio Roma XI Arvalia-Portuense e pubblicata nel 2016, in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia indetto da papa Francesco. È un fascicolo tascabile di 16 pagine, stampato in 10.000 copie e distribuito gratuitamente nelle sedi di Roma Capitale. È uno di quei libricini che nelle “biblioteche familiari” del Territorio Portuense non manca mai.

La pubblicazione nasce nel solco del “Sistema municipale dei siti archeologici, storici e paesistici”, avviato nel 2014 con percorsi di visita e aperture gratuite. La tappa di partenza è la frazione ultra-periferica di Ponte Galeria: un crocevia ferroviario dove si incontrano Agro Romano, Tevere e le antiche consolari Via Campana e Via Portuensis.

Da qui prende forma la “Francigena del Mare”, un cammino di fede, storia e archeologia che risale il Tevere verso il centro di Roma, ricongiungendo il territorio portuense alle grandi mete del pellegrinaggio giubilare.

La struttura è semplice e ambiziosa: tre itinerari — uno pedonale, uno di trekking e uno ciclabile — articolati in 24 soste ravvicinate. Simboli, orari, telefoni, deviazioni, indicazioni sull’accessibilità, stazioni, autobus e persino imbarchi fluviali trasformano il testo in uno strumento operativo per un viaggio di prossimità. I trasbordi su bus e rotaia propongono inoltre una mobilità sostenibile e una città percorribile anche senza un’automobile: il corpo misura le distanze, mentre la mente ricompone luoghi che lo sviluppo urbano ha separato.

Prefazione

La prefazione di Maurizio Veloccia, “La Francigena del Mare”, presenta il progetto e invita a riscoprire il turismo lento.

Prima tratta: Tra Agro Romano e Magliana vecchia

“Agro Romano” attraversa Ponte Galeria, la Città dei Ragazzi, il borgo veneto di Somaini, Mezzocammino e il Castello della Magliana, unendo bonifiche, utopie sociali, paesaggio fluviale e Rinascimento papale. “Magliana Vecchia” segue la Via dei Martiri, il Tempio degli Arvali e le Catacombe di Generosa, passando dal bosco sacro e dai riti agrari di Roma antica alle gallerie cristiane, con loculi, graffiti e affreschi.

Seconda tratta: Tra Corviale e Portuense

“Riserve naturali” riunisce Corviale, Casetta Mattei, Tenuta dei Massimi, Valle dei Casali, Trullo e Parrocchietta. Il paesaggio diventa un documento: boschi, corsi d’acqua, fauna, coltivazioni, edilizia pubblica e borgate raccontano le trasformazioni della periferia occidentale. “Portuense” conduce dal forte omonimo ottocentesco a Villa Bonelli e alle tombe romane del Drugstore-Vigna Pia, facendo dialogare architettura militare, bonifiche fondiarie, ville novecentesche e archeologia.

Terza tratta: Tra Magliana e Marconi

“Magliana” presenta la chiesa del Santo Volto, il Parco Tevere, Borgata Petrelli, Torre Righetti e la millenaria Santa Passera: luoghi nei quali storia sociale, devozione e memoria popolare si sovrappongono. Il percorso locale si conclude con “Marconi”, che recupera l’antica Via Campana, l’archeologia industriale della Mira Lanza e l’imbarcadero sul Tevere.

Tratta finale: Il Cammino giubilare

La sezione finale, “Giubileo”, oltrepassa i confini municipali e si innesta nel percorso giubilare: San Paolo fuori le Mura, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e, come meta conclusiva, la Basilica di San Pietro.

Il pregio maggiore della guida è il taglio misto: alla dimensione devozionale si affiancano archeologia, natura, residenze rinascimentali, fortificazioni, fabbriche, bonifiche e architettura contemporanea, considerate come parti di un unico paesaggio urbano. È un modo di raccontare la Roma lontana dal centro monumentale, ma inserita in una continuità storica che lega cave e catacombe, porti e borgate, boschi sacri e quartieri moderni.

Alla realizzazione hanno collaborato Pavlos Dikaios, Francesco Gennari, Elena Giumbini, Giuseppe Pomponi, Sara Sasso e Daniela Urbinati, con i consigli del professor Emilio Venditti; il progetto grafico è di Corrado Ercoli per IVAC Grafica.

Resta un limite inevitabile per una guida pubblicata nel 2016: nel tempo orari, contatti e condizioni di accesso possono essere cambiati, soprattutto per i siti privati o non musealizzati. Il metodo, però, non invecchia. A dieci anni di distanza, una nuova edizione aggiornata sarebbe non soltanto utile, ma naturale.

Oggi la guida è fuori produzione: si trova pero spesso su siti online di seconda mano. La guida ha avuto infine anche una “seconda vita” digitale: per anni disponibile sul portale di Roma Capitale, oggi si può consultare su Academia.edu e nella bibliomediateca Apebook. Un fascicolo nato per essere portato in strada rimane così online come mappa di una città che si comprende davvero soltanto camminando.

Una copia di impaginato, testo e didascalie (mancano purtroppo le illustrazioni) l’ho caricata in chiaro anche qui sotto.

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